giovedì 7 agosto 2008

Musica - John Mayer

Il lato migliore di conoscere qualcuno in un negozio di disci è senza dubbio l'occasione di poter sparare un sacco di cazzate in compagnia su cantanti o gruppi di cui il 99.9% della popolazione al di sotto dei 20 anni ignora l'esistenza (si, parliamo inevitabilmente dello stesso campione demografico che avrebbe serie difficoltà a spiegarci cos'è l'olocausto).
Poi capita che in preda ai fumi della nostalgia per i CURE ed un altro gruppo di cui non ci viene il nome (poi rivelatisi i Joy Division o quello che ne sopravvisse nei New Order) si incomincia a parlare del piu o del meno a livello musicale fino a che all'apice della discussione realizzo due fatti relativamente ovvi:
Il primo è che se lavori in un negozio di musica, la musica diventa il tuo lavoro: quindi, se un macellaio quando alla sera arriva a casa non si mette su di un ceppo a macellare bovini, allo stesso modo un rivenditore di supporti audio e video difficilemente passerà molto tempo in compagnia degli oggetti che hanno impregnato il suo intero giono lavoraivo.
La seconda ovvietà è che non ho mai ascoltato un disco di John Mayer, anche se inconsciamente sapevo chi era e che con la chitarra è un vero Motherfucker!

Al momento ho tra le mani "Where the light is - Live in Los Angeles" registrato nel 2007. Il disco, un doppio, si presenta bene: Il primo CD ingrana con 5 pezzi eseguiti in solo e prosegue con 8 tracce in trio con mostri come Pino Palladino al Basso (The Who, Genesis, Paul McCartney, Eric Clapton) e Steve Jordan (Bob Dylan, BB King, Sheryl Crow, Neil Young) alla Batteria per poi concludere con il secondo CD interamente eseguito con una live band completa. Il genere varia ma a grosse linee possiamo parlare di un rock + blues mai troppo serio, anzi generlmente tranquillo. Non fraintendetemi: l'esecuzione è tremendamente accattivante ed il CD è un vero proprio crescendo. La chitarra di John è solida, a volte pazzesca (insomma: il ragazzo è cresciuto a SRV & Hendrix... fate voi) la foramzione in trio è da brivido e la live band molto, molto interessante.
Non ho avuto il tempo materiale per più di 2 ascolti completi, ma fino ad ora le vibrazioni sono molto molto positive! Concludendo sveliamol'arcano del perchè conoscevo il ragazzo ed il suo talento pur non avendo mai sentito un suo disco. Dunque: avete presente Comedy Central? il Chappelle's Show? Be ecco: in uno sketch sugli stereotipi razzisti e luogocomunisti relativi ai gusti musicali delle varie etnie, Dave Chappelle gira per New York accompagnato da un giovane chitarrista (il Motherfucker è classe 77) per mostrare gli effetti dellachitarra elettrica sui bianchi: eccovi il filmato e provate a indovinare chi è il giovane e talentuaso ;otherfucker con la Fender Strat in mano...

Chapelle's Show: White People CAN Dance

martedì 5 agosto 2008

Best Of Generation

Riflessione Inquietante:
Ultimamente sto riempiendo la mia discoteca di un sacco di raccolte: Dall'inizio dell'anno i Best Of avrenno propbabilmente costituito un buon 75% dei miei acquisti. Ora se da un lato queste raccolte ti permettono di avere il "Meglio" di un artista senza l'onere di dover ascoltare la sua completa discografia da un altro punto di vista mi lasciano con qualche perplessita; in particolare:
  • Rappresentano davvero il meglio del meglio? Questo me lo son chiesto piu volte ascoltando raccolte di artisti o bands che conoscevo bene. Ad esempio non capisco come possa mancare sul best dei CURE una canzone come "a Letter to Elise" oppure come non possa apparire su Monetine di Daniele Silvestri un bel pezzo come "Il Dado", che dava pure il titolo all'omonimo disco. Con cio non voglio dire che manchino i Best Of ben fatti! Se ad esempio prendiamo ECHOES - Best of Pink Floyd - avremmo troviamo una raccolta rappresentativa e ben composta completa di tutti gli esperimenti fonici della band (nota di plauso per aver inserito la Brevissima ma Stupenda "Vera" da The Wall) oppure il recentissimo Best Of dei RADIOHEAD; anche qui però troviamo un bel neo dato che solo la "Special Edition" della raccolta può considerarsi veramente completa (ma come fanno a mancare dalla standard edition pezzi di OK Computer come "Airbag" o "I Might Be Wrong").
  • Che fine han fatto gli album veri? Voglio dire; non che non apprezzi i Best of; come ho gia detto sono un ottimi contenitori per presentare l'opera di un artista in modo relativamente completo. La cosa che mi lascia perplesso è che ultimamente pare sia diventata una gran moda pubblicare raccolte e far fruttare ancora una volta le glorie del passato. Ho come che piuttosto che spremersi le meningi per produrre qualcosa di significativo a livello musicale ci si sta sforzando di raschiare anche il fonfo per ripubblicare qualsiasi gruppo o band
Ho svolto una veloce ricerca: solo nell'ultimo mese (luglio/agosto) in Svizzera sono stati pubblicati grossomodo 150 best of: di questi 22 sono riconducibili ad artisti abbastanza noti (Asia, Cangles, Cranberries, Crash Test Dummies, Cypress Hill, Ronnie James Dio, Donovan, Foreigner, Marvin Gaye, Jimi Hendrix, Billy Idol, Jethro Tull, Judas Priest, Leona Lewis, Limp Bizkit, Ziggy Marley, Lou Reed , Shaggy, Simon & Garfunkel, Peter Tosh , Suzanne Vega).

Voglio dire: luglio/agosto è il periodo morto da un punto discografico; è tempo di lives e open air e non si passa nei negozi a comprare dischi... 150 B.O. (Best Off)... Ora immaginatevi il volume di B.O. in uscita a Nevembre / Dicembre, quando tutti andiamo in Shopping Feever, cosa deve essere... 3000 ? Voglioi dire: mi è gioa capitato di vedere "artisti" (o meglio; prodotti d'etichetta per le masse) con alle spalle appena 4 album, tra cui magari un live, pubblicare un B.O.
Poi bisogna pure stare attenti! Infatti l'allergia da spremuta di meningi artistiche, che sta portando il livello delle produzioni ad un minimo qualitativo storico, ha spinto le povere etichette (ovvero quelle entità multi migliardarie che guadagnano il 95% sulla vendita di un CD; ricordatevi infatti che gli artisti guadagnano principalmente sui Concerti; du un CD ci fanno appena un paio d'€ nel migliore dei casi) a voler vendere ancora più B.O. ma come fare che la gente continui a comprarli? Facile! Gli si cambia nome!
Ed ecco così arrivare i B.O. Remixati (Ligabue docet) ed ancora più infimi e subdoli gli MTV Unplugged, che sono un rerecording di un remix di un B.O. ...
PAX
LEO

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lunedì 4 agosto 2008